Programma eventi 2007
teatro greco di Siracusa
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Ortigia è uno di quei luoghi eccezionali nel mondo in cui natura , mito e storia sembrano aver realizzato una straordinaria fusione.
Questa straordinaria circostanza ha consegnato la città nel tempo come luogo sempre vivo e percepibile in una dimensione di continua evocazione.
Le particolari caratteristiche naturali, inoltre, spiegano e giustificano la costituzione e la permanenza di aggregati umani dalla più remota antichità ad oggi.
Attraversato il ponte Umbertino, che la separa dal resto della città, si ha la sensazione di essere tornati in un luogo remoto, eppure noto, che ti avvolge e ti rassicura. A partire, infatti, dal V millennio a.C. , durante l'epoca della colonizzazione Greca, la Sicilia fu meta costante di intensi influssi culturali da Oriente e, in particolare, la costa sud-orientale fu teatro di leggendari approdi di eroi del mito, mercanti e colonizzatori.
Il mito maggiormente rappresentativo della città è quello della travolgente passione che unisce Alfeo, fiume dell'Elide, alla ninfa Aretusa. Si tratta di uno dei segni più tangibili di quel patrimonio culturale che la Grecia trasferisce in terra siciliana, e in particolare a Siracusa, metaforico e ideale punto d'arrivo del Mediterraneo Occidentale.
Nelle splendide evocazioni di Pindaro si narra di quanto alla dea Artemide fosse sacra Ortigia. Un recentissimo ritrovamento, nel santuario centrale, ha riportato alla luce una rappresentazione della grande Artemide sulla parete di un prezioso vaso di stile protocorinzio.
Il santuario è ancora oggi il cuore della città. La piazza del duomo, dopo grandi interventi e restauri, è stata restituita in questi ultimi tempi a tutta la sua dignità architettonica, tanto da essere considerata una delle più significative e mirabili piazze barocche di Sicilia.
Essa, oltre a rappresentare il nucleo centrale di tutto l'apparato urbano, è il principale luogo di culto da circa quattro millenni. In questa area, infatti, sono state rinvenute significative testimonianze di riti sacrificali risalenti al II millennio a.C., reperti archeologici di comunità indigene, cui si sovrappongono le testimonianze risalenti all'VIII secolo a.c. , epoca in cui alcuni colonizzatori greci, provenienti da Corinto, costituirono lì la loro prima dimora sacra.
E proprio all'avvento dei Corinzi, dunque, che và ricondotto l'atto della formazione della città, attraverso la realizzazione del nucleo originario del santuario, divenuto il più famoso della città greca. E in questo stesso luogo, nel 480 a.C., Gelone, della dinastia dei Dinomenidi, realizzò il famosissimo tempio di Athena, trasformato poi in chiesa cristiana e, nel VI secolo, in cattedrale.
Il processo di edificazione continua fino a tutto il XVII secolo, quando lo spazio aperto affacciato sul mare del porto grande, sede dell'insediamento pre-protostorico, del sito del santuario Greco, del piano della cattedrale di epoca medioevale, si trasforma in spazio chiuso, diventa piazza, ai cui margini vengono realizzati gli edifici della comunità di aspetto generalmente tardo barocco.
Ortigia è dunque la testimonianza di un millenario sovrapporsi di vicende costruttive; anche gli edifici moderni infatti presentano un'inconfondibile dipendenza dall'impianto Greco di età arcaica . I monumenti archeologici come il tempio d'Apollo all'ingresso di Ortigia e il tempio d'Atena vanno, infatti, considerati i capisaldi della matrice genetica greca dell'impianto urbano.
Gli straordinari elementi naturali fanno da cornice a tutto ciò che ciascuna epoca, in modo vistoso o discreto, ha donato a questa città, contribuendo significativamente a quell'impatto emozionale che la sua vista produce.

 

 

Casa Giulietta

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96100 Ortigia Siracusa
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